Confine




Confine nasce da una città che adoro e, prima ancora, da un’esperienza personale.
Non ho mai smesso di amare Roma da quando mi ha accolto, anni fa, da studente. La amo esplorandola, fotografandola, passeggiandovi e Roma ricambia rivelandosi pian piano, regalandomi ogni volta una strada nascosta, uno scorcio inatteso.
L’esperienza personale riguarda i miei occhi e la mia vista imperfetta, almeno fino a quando, dopo un piccolo intervento, riacquisto finalmente una visione nitida. In quei mesi adoravo seguire con lo sguardo quella linea di separazione – per me incredibilmente netta – tra i cornicioni dei palazzi e il cielo. Un profilo nitido, esatto, preciso. Nasce in quel momento l’abitudine di guardare – poi di fotografare – in alto, quel limite tra cielo e tetti. Edifici, chiese, monumenti manifestano senso compiuto in sé e nello stesso momento plasmano e determinano vie, piazze, impianti urbani di intere città. Esiste un confine in cui l’architettura smette di condizionare l’ambiente? Forse no, nemmeno quando, di fronte a un edificio, gli occhi volgono lo sguardo verso il cielo, anche lui disegnato dall’uomo. Confine indaga il modo in cui l’architettura disegna, con le sue linee, il suo sfondo naturale e le immagini rappresentano il punto di separazione tra la nostra vetta e il punto in cui inizia qualcos’altro: il cielo.

EN

The city I love and a personal experience are the basis of the photografic project Confine.
I’ve been loving Rome since I was a student. I love to explore this amazing city and Rome reveals itself slowly, showing me each time an hidden road, an unexpected glimpse. The personal experience concerns my eyes. Years ago, after a small surgery, I finally regain a clear vision. In those months, walking around Rome, I did follow the line - for me incredibly clear - that separates the buildings from the sky. A sharp and exact profile. In that moment I got used to looking - and then photographing - at the top, that limit between sky and roofs. Buildings, churches, monuments show complete meaning in themselves and at the same time shape streets, squares, urban systems of cities. Is there a border in which architecture stops affecting the environment? I don’t think, not even when, in front of a building, the eyes turn their gaze to the sky, also designed by man through architecture. Confine investigates the way in which architecture draws, with its lines, its natural background and images represent the point of separation between our summit and the point where something else begins: the sky.

Anno: 2017
Foto totali n°: 7
Formato cm: vari
Edizione: unica
Stampa: procedimenti vari
Supporto: supporti vari
Note: