A holding space


A holding space



La borsa: spazio temporale.
Le borse mi hanno sempre affascinato, da quando rovistavo in quella di mia madre dove mi si svelavano piccoli mondi sconosciuti che odoravano di lei , del suo profumo.
Nelle loro molteplici forme e nel rapporto che hanno con il corpo di ogni donna che le indossa e con le sue mani, esprimono l’originalità di ogni storia femminile che le emancipa dall’essere solamente utili accessori, a favore di significati più profondi.
Accompagnano noi donne nella nostra giornata , portate in ogni modo: al braccio, in mano , a tracolla, dietro le spalle .
Quando ci sediamo in autobus, in metropolitana, in una sala d’attesa, e
siamo strette tra altre persone ma non solo, spesso le posiamo sulle ginocchia e si trasformano, come grembi, in uno spazio dove le nostre mani possono appoggiarsi, riposare , sostenersi seguendo il personalissimo rapporto di ogni donna con il proprio mondo simbolico.
Diventano luoghi , in quella frazione di riposo, dove ritrovare la stessa quiete contenuta e raccolta che il neonato sperimenta nelle braccia e tra le mani della madre ( D. Winnicott ) .
Una capacità delle donne, figlie della Dea Madre, di saper accogliere sia se stesse che l’altro , di custodire nel proprio grembo, simbolicamente nella propria utero-borsa, complesse reti di emozioni e relazioni.

EN

The bag: time space
Bags have always fascinated me, ever since, as a child, I used to rummage in my mother’s where little unknown worlds were revealed to me smelling of her, of her perfume.
With their multiple forms and relationships that bags have with each woman’s body who wears them, and with her hands, they express the originality of each female story being, therefore, emancipated from useful accessories in favor of deeper meanings.
They accompany us women in our day carried in every way: on the arm, in the hand, on the shoulder, behind the shoulders. When we sit on the bus, on the subway, in a waiting room, close to other people, we often place them on our knees and they turn into laps, a space where our hands can lean, rest, support each other. In this fraction of rest, they become places where you can find the same contained and collected stillness that newborn experiences in his mother’s arms and hands (D. Winnicott).
An ability of women, daughters of the Mother Goddess, who know how to welcome both themselves and the other, to keep in their womb, symbolically in their uterus-bag, complex networks of emotions and relationships.

Anno: 2018
Foto totali n°: 8
Formato cm: 30x40
Edizione: Varie
Stampa: altro procedimento
Supporto: carta fotografica
Note: