La luce delle cose


La luce delle cose



(Ho trovato un sasso che pareva un cane, mi ha seguito fino a casa…). La trasformazione è il filo conduttore di questo lavoro. Segue e continua quel lento divenire che la natura ha già da tempo avviato e che prosegue in evoluzione verso l’infinito. Le opere sono nature morte, o meglio si tratta di semplici allestimenti realizzati con le “cose” rinvenute nel corso delle mie “camminate”, fatte mie e fotografate nella mia casa. Riporto alla luce “oggetti buttati”, “perduti”, spesso dimenticati o, più semplicemente, “scarti naturali”. In questo modo celebro la bellezza di inusuali articoli abbandonati, rifiuti arcani. Oggetti che riciclo, lavoro e manipolo per mezzo della fotografia: “trasformazioni totali”. Sono affascinato dall’oggetto, non in quanto tale o nella sua funzione originale, ma estrapolato e riproposto nella mia visione, alterato dal reale e privato di ogni funzione. Percepisco la sua energia, il suo lento divenire, le vibrazioni emanate dagli avvenimenti vissuti e la libertà estrema irradiata da trascorsi ancestrali. Mi interessano la forma, il materiale, la sua plasticità, sempre la sua estetica. Mi scopro creatore non solo dell’immagine, ma artigiano dell’oggetto e l’opera finale è la metamorfosi della “cosa” inizialmente (ri)trovata. Le immagini, lievi e semplici segni di luce impressi sulla carta, sono un esercizio di Shodo alla ricerca dell’esperienza del “vuoto”.

Anno: 2007
Foto totali n°: 10
Formato cm: Vari
Edizione: 3
Stampa: getto inchiostro
Supporto: carta cotone
Note: