Ritorni




Ritorni è un lavoro sul passaggio. Per anni ho fotografato le case nel momento di transizione tra un inquilino e un altro. Sono entrata in molti appartamenti non più abitati e la cosa più interessante nel trovare quello che è rimasto indietro è che il vuoto lasciato e i segni del passaggio sono sempre gli stessi sebbene raccontino storie diverse. In questa ricerca ho lavorato sul signifcato dell'abitare in rapporto all'essere, perchè quello che resta in una casa vuota non è altro che la traccia di un vissuto assorbito dalle pareti, il passaggio dell'uomo. Nello spazio che ci lasciamo alle spalle, rimangono l'appartenenza, l'identità, l'odore, si percepisce la vita che è stata. Il trasloco è un attraversamento, un cambio di pelle. La parola stessa -che viene dal latino Trans (oltre) e Locus (luogo)- ci porta dunque al di là del luogo, nel signifcato che quel luogo ha per quell'essere umano. La casa rappresenta il rifugio, la famiglia, la sicurezza, l'intimità, la stabilità e quando viene svuotata rimangono i segni di quello che è stato. C'è un momento in cui, durante il cambiamento, si sente la malinconia per ciò che si sta lasciando. Si respira la solitudine, si percepisce l'abbandono, ovvero l'atto del lasciare per sempre. Ma insieme alla nostalgia legata agli addii c'è la bellezza di un nuovo inizio. Il passaggio da una fase ad un'altra, da un momento della vita ad un altro, ci trasforma e ci fa ritornare a noi stessi, ed ecco che il mutamento diventa un ritorno a casa.

Anno: 2012
Foto totali n°: 18
Formato cm: 24x36
Edizione: 1 di 5 + 2ap
Stampa: getto inchiostro
Supporto: carta cotone
Note: