Therapy




Sono un collezionista. Da che ho memoria ho collezionato di tutto, in particolare le cose che mi sono appartenute. Conservare ogni oggetto rappresenta per me il possibile inizio di una nuova collezione: appunti, lattine, diari, scontrini, pile, e ancora parti del mio corpo come denti, capelli, unghie, solo per citarne alcune. Catalogare cose mi ha sempre dato piacere. Ho iniziato mettendo da parte tutto ciò a cui ero emotivamente legato, per poi sviluppare una vera e propria ossessione nell’accumulare oggetti ordinari in maniera seriale. Il problema è lo spazio. Non solo fisico, ma anche mentale.
Collezionare non solo stanca psicologicamente, ma richiede molto spazio il che mi ha portato a escogitare un metodo per liberarmi delle cose. Ho capito che per riuscire a gettare via qualsiasi cosa, ho prima bisogno di celebrarne il distacco scattando una foto. In questo modo mi convinco che il tempo dedicato a catalogare l’oggetto e il sacrificio nell’averlo conservato per tanto tempo, non sia stato del tutto inutile.
La composizione è il risultato dell’intero processo mentre l’immagine è il fine. Ciò che ho accumulato rimarrà in qualche modo sempre con me. La fotografia analogica in questo aiuta poiché lascia una memoria tangibile. Il progetto Therapy utilizza la fotografia come rimedio.

Anno: 2012
Foto totali n°: 100
Formato cm: Vari
Edizione: Varie
Stampa: getto inchiostro
Supporto: carta cotone
Note: