Verso un’altra cosa: viceversa


Verso un’altra cosa: viceversa



Questo lavoro riflette sull’idea di spazio che il Mediterraneo simbolicamente rappresenta come frontiera naturale ed elemento di connessione. Esso può essere assimilato ad un’enorme stretto di mare caratterizzato dalla dualità fra terra/acqua, dentro/fuori, connessione/separazione, diritto/rovescio. Lavoro su questi concetti in studio: scarico un’immagine da Internet, la stampo su carta e la uso in modo tridimensionale, realizzando un’immagine nuovamente bidimensionale. Le mie mani sono riva, isola, corrente, mentre attraversano fisicamente lo spazio. Rifletto infine sull’evoluzione della fotografia nella cultura contemporanea e su come si relaziona a pratiche differenti. Questo luogo-specchio, creato da un bagaglio visivo personale e collettivo, è un’eterotopia contemporanea con una doppia visione e una triplice prospettiva: dentro, fuori e nel mezzo. Fra intimità ed estimità, è un crogiolo di identità dove mettere a confronto la propria e ritrovarsi viaggiatore, altrove

Anno: 2017
Foto totali n°: 25
Formato cm: 30x20
Edizione: 1 di 3
Stampa: getto inchiostro
Supporto: carta cotone
Note: