Walking in the cities


Walking in the cities



Walking in the cities, nasce dopo il primo lockdown. Le prime passeggiate in solitaria nella mia città, iniziando a guardare intorno a me in maniera diversa. La chiusura forzata tra le quattro mura domestiche, mi avevano reso più ricettivo ad osservare anche le piccolezze. Così in queste prime passeggiate, in quella sensazione di ritrovata libertà, il mio occhio inizia a vagare in ogni piccola parte di quello che mi circondava.
Ogni più piccolo particolare mi sembrava qualcosa di estremamente interessante, era come sentire il respiro stesso della città, che mi diceva ecco questa sono io, cerca quello che ho da offrirti.
I muri sono stati per me la prima fonte di ispirazione, come le piccole mani di fango lasciate dai bambini di un asilo, la presenza di qualcuno, prima della solitaria solitudine, di quei giorni di sospensione della nostra vita quotidiana.
Nelle fotografie c'è un senso di smarrimento, di abbandono, che ho cercato di trasmettere, perché in quelle passeggiate mi sentivo quasi un sopravvissuto, la normalità delle cose ancora non c'era.
Il progetto continua tutt’ora, la vita ha ricominciato a fluire quasi normalmente, ma io continuo a cercare quel senso di smarrimento, abbandono e solitudine, che comunque le nostre città nascondono in ogni angolo.

EN

Walking in the cities, was born after the first lockdown. The first solitary walks in my city, starting to look around me in a different way. The forced closure between the four domestic walls had made me more receptive to observe even the little things. So in these first walks, in that feeling of newfound freedom, my eye begins to wander into every little part of what surrounded me.
Every little detail seemed to me something extremely interesting, it was like hearing the very breath of the city, telling me this is me, look for what I have to offer you.
The walls were for me the first source of inspiration, like the little mud hands left by children in a kindergarten, the presence of someone, before the solitary solitude, of those days of suspension of our daily life.
In the photographs there is a sense of bewilderment, of abandonment, which I tried to convey, because in those walks I felt almost like a survivor, the normality of things was not yet there.
The project still continues, life has begun to flow almost normally again, but I continue to look for that sense of loss, abandonment and loneliness, which in any case our cities hide in every corner.

Anno: 2020
Foto totali n°: 20
Formato cm: 30x40 - 100x70
Edizione: 1 di 16
Stampa: getto inchiostro
Supporto: carta cotone
Note: