Giulio Cerocchi

Milano, 1952


Nella cultura e nell’ambiente fotografico milanese degli anni Settanta/Ottanta Giulio Cerocchi trova spazio per poter esprimere in modo personale e originale il suo bagaglio di conoscenze e di creatività. I rudimenti della professione vengono consolidati da incontri con personaggi del giornalismo milanese (La Notte), di riviste alternative (Re Nudo, Il Male) e del settore Assessorato Cultura e Spettacolo del Comune di Milano (Teatro dell’Elfo, Piccolo Teatro, Teatro di Lindsay Kemp, Maurice Bejart Ballet). Affronta altre esperienze più specifiche collocandosi come freelance nell’editoria di moda (settore Pelletteria), giungendo alcuni anni dopo alla creazione di un proprio spazio lavorativo chiamato Vola Colomba. In questo periodo raggiunge la maturità professionale collaborando con le più note riviste italiane di moda (Amica, Grazia, Vogue Pelle, Mipel, Impuls Germania) e con agenzie pubblicitarie nella realizzazione di campagne nazionali e internazionali per nomi come Pollini, Ciesse Piumini, Juventus Moda, Seteria Ratti, Pelliccerie Solleciti, Manrif, Mont Blanc, Raffaella Curriel. Momenti di vero divertimento sono le collaborazioni per diversi anni con il Gruppo Ottanta (creatori e animatori di pupazzi come Five, Four, Uan per le reti Mediaset), per cui ha contribuito anche nella creazione di set di animazione. Approdato in terra di Maremma alla fine degli anni ’90, inseguendo una nuova forma di creatività, si distacca materialmente dall’ambiente fotografico milanese per poi, dopo una disavventura che pregiudica il suo nuovo progetto di vita, riscoprire la sua antica matrice d’artista, carica di nuovi stimoli e emozioni suscitati dalla dura bellezza della terra maremmana.Attualmente si dedica a contaminazioni grafiche e fotografiche, e collagraphs grazie alle nuove tecnologie digitali. Idealizza e attua progetti editoriali su temi legati al territorio.


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